Spettacolo del liceo – Il provino

Nella splendida cornice del teatro Asioli di Correggio, è andato in scena giovedì 5 lo spettacolo “Il provino”, esito finale del laboratorio di teatro del Liceo delle Scienze Umane San Tomaso d’Aquino, consueto appuntamento di fine anno, accolto ancora una volta con grande apprezzamento dal pubblico che ha gremito la sala.

Lo spettacolo, magistralmente messo in scena dai registi Maria Antonietta Centoducati e Gianni Binelli, collaboratori in pianta stabile dal 2000 per la didattica laboratoriale proposta dal San Tomaso, è stato una pregevolissima commedia corale, dove ogni alunno è stato valorizzato e ha potuto esprimersi al meglio, con grande divertimento generale.

Il testo, scritto dalla stessa Centoducati, racconta di un regista che allestisce un provino, al quale, infallibilmente, si presentano persone che rappresentano uno spaccato di umanità, con le proprie ambizioni e la propria inadeguatezza, in una tonalità di gradevole e divertente ironia. Fondamentale all’interno dello spettacolo le scenografie e costumi realizzate all’interno di un altro laboratorio scolastico del San Tomaso, sotto la guida esperta dello scenografo Andrea Giovanni e della costumista Tersilla Benvenuti.

Grandi protagonisti gli studenti, tutti contenti dell’esperienza.

Veronica Barbieri, 3° liceo: il fatto che all’interno di questa storia ci sia il comico con una componente più seria è una cosa molto bella. Io interpreto una “pazza” che fa le pulizie in teatro e che ama le soap opera ed è molto pettegola. No, non rispecchia la mia personalità, diciamo.. solo un poco!. A interpretarla mi sono divertita moltissimo, quasi scherzando con il mio personaggio.

Luca Rosa, 3° liceo: Leopold è un personaggio strano, un po’ falso, che però alla fine si rende conto che il suo atteggiamento è sbagliato. Durante lo spettacolo ho provato una forte emozione, come sempre. Ogni spettacolo mi lascia una traccia dentro, specialmente mi aiuta ad esprimere qualcosa di me e a manifestarlo agli altri.

Edoardo Rustichelli, 3° liceo: Pietro è un macchinista sgangherato che non sa mai cosa fare; personaggio sempliciotto la cui funzione all’interno dello spettacolo è totalmente comica. Fare il laboratorio di teatro mi è piaciuto molto, anche per la disciplina che t’insegna, anche se sulle prime è un po’ dura da digerire…

Margherita Maggi, 1° liceo: io ho interpretato due personaggi, America Conti, una ragazza di campagna che tenta di diventare attrice e assieme ad un suo amico, entrambi ingenui e assolutamente inadeguati, e Silvia, la figlia del regista. Mi sono divertita molto e questa esperienza mi è servita ad aprirmi e a mettermi in gioco perché apparentemente sembro una ragazza molto estroversa ma in realtà non è così.

Eugenio Moretti, 1° liceo: fare teatro è stato molto divertente. Mi è piaciuto molto anche conoscere e lavorare con i ragazzi più grandi, di terza e quarta. Ho interpretato un comico, una parte molto simpatica, nella quale ho messo a frutto l’esperienza del laboratorio di clownerie che ho fatto sempre a scuola nella prima parte dell’anno durante le ore di lezione di Teatro-Cinema al sabato mattina.

Giulia Castagnoli, 5° liceo: ho interpretato Ofelia, lo spettro di un’ attrice che continua a vivere in teatro recitando la sua parte; le sue battute sono profonde rimandando alle maschere che ognuno di noi è tentato di indossare nella vita per nascondersi agli altri. Devo dire che nonostante per me questo sia stato il quinto spettacolo, l’emozione è sempre la stessa.

Licia Parmeggiani, 5° liceo: in questi cinque anni in cui ho partecipato al laboratorio di Scenografia e Costumi, ho formato e sviluppato le mie capacità manuali e artistiche, e anno dopo anno ho avuto la possibilità di mettere in questi lavori sempre più qualcosa di mio, di realizzare qualcosa come immaginavo che dovesse diventare.