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#UNCAMPOPERTUTTI

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Sembrava un sogno, un qualcosa di irrealizzabile.

Ci si scherzava davanti ad un caffè al bar, sulla possibilità di dare un’anima, un volto a quella parete. Quella stessa parete che entrando in campo verde ti dava l’idea di qualcosa di vecchio, rovinato, da ristrutturare. Quella parete che affacciandoti dalle finestre della scuola si vedeva sgretolarsi sempre di più dai calci di rigore. Un giorno qualcuno ci ha ricordato che ciò che si sogna si può realizzare. Insieme si può fare. Anche in questo Angelo ci ha messo la sua mano.
Ci ha permesso di conoscere Mauro.

Definirlo artista è poco, perché Mauro si è mostrato una persona oltre che professionale anche umana, ricca di cuore, fede e soprattutto fedele e coerente in ogni tratto che la sua mano crea. Ogni pennellata ha un perché e Mauro te la spiega. Scoperto l’artista ora la cosa importante era immaginare il soggetto del murales e all’unanimità è emerso il nome di Don Bosco, il Re dell’oratorio, colui che ha accolto ragazzi da ogni dove e ha creato uno spazio per loro per poter condividere, giocare, vivere e pregare insieme.

Un posto al centro che abbiamo rivisto un po’ nel nostro campo verde . Più persone ne parlavano tra loro e dai racconti e dalle condivisioni altre tre figure erano emerse dalla voce di tutti: suor Anna che all’oratorio, nella nostra scuola San Tomaso, in questo spazio ha sempre creduto e donato tutto il suo tempo e le sue energie; Don Oreste che per primo ha desiderato in questo campo un torneo per i bimbi e al centro Angelo, colui che ha sempre creduto e sognato su tutto ciò che questo spazio interno alla scuola poteva donare a Correggio. Le virtù de Il Correggio in alto a sinistra: Speranza, Carità e Fede; volute dal nostro Artista e apprezzate da tutti noi per i tanti significati che hanno.

Bimbi che giocano sulla veste di Don Bosco, che ogni giorno dopo mensa e al pomeriggio animano il campo e una lettera, in alto sulla destra, una conclusione di uno scritto originale di Don Bosco, anzi Don Gio Bosco, così si firmava. Tante cose che hanno preso vita sul campo, giorno per giorno, senza nulla di previsto, senza rendering o disegni da copiare. Mauro ha desiderato inoltre ascoltare la voce dei ragazzi della scuola che lo vivono tutti i giorni.
Dagli scritti dei ragazzi dall’infanzia al liceo, Mauro ha trovato ispirazione e desiderio di fare. L’opera non è solo questo, ma è stato tutto quello che forse lei stessa ha visto accadere intorno a sé: persone che hanno dedicato il loro tempo per stare al fianco di Mauro, per essere attori con lui del significato dei suoi segni, persone che sono state arricchite dalle sue parole, racconti e stralci di vita.  Persone che trascorrevano al campo ore e ore nel silenzio, altre che passavano stupite e commosse, critici d’arte che donavano a Mauro qualche suggerimento e conoscenza preziosa. Incontri, discussioni, sorrisi, lacrime, pranzi rubati, cene improvvisate sulle tribune, serate a proiettare… Tutto questo è stato il murales, che potremmo chiamare Opera, perchè non è un qualcosa di piatto, ma di animato con ciò che ha visto davanti a sé, intorno e dentro al campo. Grazie Mauro Roselli per la tua professionalità, bravura, umiltà.
Grazie a tutti coloro che hanno trascorso ore e ore al campo verde per vivere questa realizzazione insieme a Mauro. La cosa bella è stata che nessuno l’ha sentito come dovere, ma come piacere di essere lì e dispiacere di andare… cinque giorni che resteranno nel cuore.

Questo è solo una piccola parte di ciò che grazie alla raccolta fondi #uncampopertutti si realizzerà per vestire di nuovo questa area.

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